Storia

Per scoprire qualcosa di nuovo di questo Circolo sportivo bisogna forse fare una salto indietro nel tempo: sfogliando il vecchio, ingiallito Libro delle Adunanze della Società Canottieri Ongina si possono infatti rivivere alcune fra le tappe più significative di questa Società che ha accompagnato le stagioni estive dei monticellesi in questi ultimi 85 anni. Si, quasi un secolo di vita!

Infatti la costituzione della Società Canottieri Ongina avvenne il 4 Settembre del 1920, allorchè..."nella sala del caffè Pagani e presieduti dallo scultore Signor Monti Riccardo VicePresidente del Comitato Sezionale del Medio Po e Vice Presidente della Societá Baldesio di Cremona, si sono riuniti i Signori (seguono 37 nominativi). Dopo brevi e convincenti parole sulla benefica utilitá dello sport del remo, il Signor Riccardo Monti con succoso discorsetto d'occasione, invita gli intervenuti, ai quali era giá noto lo scopo della riunione, a costituirsi tosto in "Società Canottieri". La sua parola chiara sincera e persuasiva riesce a dar tosto una quarantina di soci fra gli intervenuti ? E' così costituita la nuova Società di canottaggio alla quale il Signor Riccardo Monti promette tutto il suo appoggio e le simpatie delle consorelle.

Formalizzato il primo atto di costituzione, e datosi uno statuto, i fondatori benemeriti eleggono un primo consiglio "di Amministrazione e di Reggenza" della Società, e danno subito corpo alla loro iniziativa effettuando i primi investimenti, senza neanche troppo preoccuparsi di come fare per pagarli... Dalla seduta del Consiglio del 12.09.1920 si legge : "Nella sala del caffè Pagani, sotto la presidenza del Signor Lodola Francesco, si è riunito il Consiglio d'Amministrazione della Società per deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. Acquisto di terreno per conto della Società;
  2. Acquisto di una baracca d' aviazione;
  3. Acquisto barche;
  4. varie. Sul primo punto all'ordine del giorno il Presidente rende noto che avendo visitato le località più adatte ove collocare la sede della società è risultato in modo evidente come ottimale

l'appezzamento di terreno posto in località Tinazzo di proprietà dei fratelli Osimo fu Gustavo. Il Presidente dà quindi relazione sulle pratiche da lui svolte in concorso del Signor Riccardo Monti per avere dalla Amministrazione Militare una baracca d'aviazione. Informa che si è recato a Torino dove dopo accurata visita ai vari tipi di baracca, procedeva senz'altro all'acquisto di una di esse e crede che l'affare sia riuscito realmente ottimo per la società, avendo potuto ottenere una baracca pagata dal Governo Lire 45 mila, per sole Lire 4.500. Presenta quindi uno schizzo della baracca stessa. Il Consiglio all'unanimità approva entusiasta l'operato del Presidente che ha pure pensato a provvedere all'immediato smontaggio e trasporto. Il Presidente comunica pure che il Signor Riccardo Monti è disposto a cedere alcune delle imbarcazioni da lui acquistate a prezzi irrisori. Il Consiglio lieto dell'interessamento del Signor Monti dispone di accettare l'offerta fatta e di procedere all'acquisto di due jole da passeggio, prendendo subito accordi per le necessarie riparazioni che verranno eseguite da Scaglia Luigi di Olza.

Alle proposte varie si affaccia il problema del finanziamento della società e dopo animata discussione sui mezzi futuri per provvedere ai fondi necessari, viene accettata la proposta del Dottor Attilio Semusiari di chiedere un mutuo a firma Lodola-Capelli alla locale banca Cattolica S.Antonio per la somma di Lire 10.000, ritenute per il momento sufficienti a far fronte alle spesi più urgenti. Già allora ci si accorse però che per reperire dei fondi per finanziare le attività si poteva ricorrere anche ad un altro strumento.

Nel consiglio del 15.12.1920, il consigliere Boriani ..... rileva che la tassa mensile versata dai soci di lire 5 non è sufficiente a sopperire le continue e crescenti necessità e propone di portare a lire 10 le quote stesse. Il Consiglio discute ed approva la proposta del consigliere Boriani. Ci si può soffermare anche su altri pezzi di storia vera: Assemblea del 3 giugno 1945. In conseguenza della cessazione delle ostilità in tutta Europa e della liberazione dell'Italia dal giogo nazi-fascista viene indetta l'assemblea generale dei soci per deliberare sul nuovo indirizzo che deve prendere la Società. Sono presenti 60 soci...

Il Presidente espone la situazione della Società dopo questi anni di guerra; essa non è molto florida, specie per la mancanza delle barche che sono state sequestrate dai tedeschi e perse completamente di vista. Invita ciò nonostante i presenti ad affrontare con fermezza la situazione che non è certo disperata. ... Si indicono perciò le votazioni per la nomina del Consiglio di Reggenza... Dopo esser stata precisata l'intenzione dei soci di dare, come di consueto, alla Società un indirizzo completamente apolitico, l'Assemblea è dichiarata sciolta.

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